plexiglass, foto su carta cotone, olio di girasole, inchiostro calcografico , tergicristallo e allumino
“Il movimento della macchina visuale intenta un cammino in- visibile in cui è contemporaneamente accezione di dentro e negazione dell’atto stesso del vedere. Il senso si nega e si concede. Il movimento del dispositivo è una combinazione incessante di cancellazione, transitoria, e rivelazione, instabile, di un segno che il nostro sistema naturale, di rilevamento delle immagini, cerca di individuare, di rilevare la configurazione. Ma quando vediamo una figura, non ne comprendiamo mai il suo significato, il suo senso pieno, perché l’immagine, se acquistasse una sua certezza e misurabilità nel tempo e nello spazio degli uomini, rischierebbe di essere defraudata, annichilita della sua struttura polisemica, di essere oggetto contro.
Un tergicristallo, disposto su una cornice in alluminio, cerca di svelare la foto sottostante, coperta da olio nero. Riesce a farlo solo parzialmente, in quanto il liquido torna a ricoprire l’immagine in continuo loop.
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