sali d’argento su scatole di medicinali
La residenza svolta a Borca di Cadore, immersi tra la natura incontaminata di un paesaggio ammirevole, coincide con gli ultimi allarmanti avvenimenti nella mia regione: la Campania. Il Vesuvio in fiamme, discariche abusive e ampie zone industriali date alle fiamme da criminali che si sono arricchiti a spese della nostra salute sono la fotografia scattata da una denuncia urlata e inascoltata. Laddove il paesaggio ha sempre prodotto raccolti d’eccellenza adesso “produce” medicinali per sconfiggere tumori ed altre malattie. Il fuoco si traduce in paura e la speranza in fumo. Progettoborca diventa così riflessione; ed è qui che nasce la mia analisi. All’interno della colonia, la stanza dell’infermeria viene in favore della rappresentazione. Un armadietto ancora pieno di medicinali scaduti si riveste di immagini infuocate. Fotosensibilizzare anche gli oggetti di uso medico porterà oltre la superficie e il nitrato d’argento utilizzato (in fotografia per imprimere l’immagine e in medicina per cauterizzare i tagli) ne guarirà le ferite.
Il titolo prende il nome da un referto ritrovato nell’armadietto in cui il nome del paziente è appunto Giulio Napoli
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