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Le fotografie che compongono la serie "Fare il deserto" hanno per soggetto avvenimenti del passato: foto di eventi storici, guerre, paesaggi. I soggetti sono però resi indistinguibili dall'utilizzo dinamico che se ne fa nell'opera. In Fare il deserto il passato non è venerato o riprodotto fedelmente e nemmeno criticato o rinnegato. Antonio Gramsci, nei suoi Quaderni dal carcere, scriveva  che il valore di una generazione si giudica sulla base del giudizio che dà alla generazione precedente. Una generazione che svaluta il passato, che rimprovera la generazione precedente di non aver fatto ciò che essa stessa dovrebbe fare, utilizzandolo come alibi, è una generazione meschina, senza fiducia in se stessa. “Fare il deserto per emergere e distinguersi”.
Il passato è materiale vivo di cui siamo fatti. Plasmare e far emergere nuove forme e costruire le nostre cattedrali.
Non è importante leggere perfettamente l'immagine di base ma il fatto stesso che sia  smossa, rivoltata, rimaneggiata per creare nuovi significati.
Una generazione che sa far solo soffitte si lamenta che i predecessori non abbiano già costruito palazzi di dieci o trenta piani. Dite di esser capaci di costruire cattedrali, ma non siete capaci che di costruire soffitte.”
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