marmo, stampa su carta, pallet e video proiezione
“Voi, che avete la fortuna di avere tanto l’ombra che la luce, voi che avete due occhi dotati della conoscenza prospettica e allietati dal godimento dei vari colori, voi che potete “vederlo” per davvero, un angolo, e contemplare l’intera circonferenza di un Circolo nella beata regione delle Tre Dimensioni... come potrò mai render chiara a voi l’estrema difficoltà che incontriamo noi, in Flatlandia, per riconoscere le nostre rispettive configurazioni?”
L’intervento Flatland è un progetto di riordinazione e ricomprensione di un luogo.
Un progetto ispirato al racconto fantastico “a più dimensioni” dal titolo Flatland di Edwin A. Abbott - dove il protagonista tenta di spiegare il proprio universo con l’ordinamento delle
forme in cui risiedono per un’ambigua organizzazione sociale. La LG stone ha reso disponibile lo spazio destinato agli scarti del marmo per lo sviluppo ricercato di questa dimensione: dove gli oggetti manipolati nello spazio si rivolgono alla comprensione con “estrema difficoltà”, ma nel tentativo di allargare la conoscenza a diverse dimensioni.
La catalogazione metodica del materiale ha lo scopo di richiamare l’osservatore in uno spazio alterato e mobile; sconosciuto nella sua metamorfosi. Una ridistribuzione accurata dei margini, nella scelta della forma che, come nel romanzo, ha la sua collocazione (fisica e sociale) in base al proprio aspetto, seppur effimero in considerazione del prossimo scarico di scarti.
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